A ritmo di export

By in
171
A ritmo di export

Internazionalizzazione e diversificazione passano per la Polonia

 

«Il piano è un gruppo di strumenti che renderà più dinamico lo sviluppo della Polonia. Prevede azioni che permetteranno all’economia polacca di svilupparsi con qualità maggiore. Il piano include soluzioni su scala macro, i cui effetti positivi saranno percepiti anche su microscala: nei luoghi di lavoro, nei nostri portafogli, a livello di procedure burocratiche che andremo a sbrigare. Nei prossimi mesi e anni implementeremo i nostri progetti», ha spiegato il vicepremier Mateusz Morawiecki.

Nel 2016 l’economia polacca crescerà del 3,5% dopo essere cresciuta in media del 3,8% all’anno nell’ultimo decennio e dopo aver superato indenne la grande recessione mondiale; il debito pubblico resta tra i più bassi nell’Unione al 52,5% del Pil; il deficit è ampiamente sotto controllo al 2,8% del Pil; e il tasso di disoccupazione al 7% è poco superiore a quello della vicina Germania. Ma il governo di Varsavia guarda avanti, a quando il Paese non potrà più contare su un costo del lavoro competitivo, a dopo il 2020 quando anche i fondi strutturali comunitari non saranno più determinanti, a quando i ritardi infrastrutturali saranno colmati.

L’interscambio tra Italia e Polonia vale 16,4 miliardi di euro ed è aumentato di oltre il 60% negli ultimi dieci anni. Sono oltre 1.300 le imprese a capitale italiano attive in Polonia. E la linea nazionalista ed euroscettica del governo, simile a quella intrapresa dall’Ungheria di Viktor Orban, non sembra rappresentare un rischio. «Non vedo alcun problema per l’attività dei nostri tre stabilimenti in Polonia. Per noi conta la logistica, dobbiamo essere vicini ai produttori di auto e la Polonia in questo ci dà grandi vantaggi», ha spiegato Alberto Bombassei, presidente di Brembo. «Credo che Italia e Polonia – ha aggiunto Bombassei – possano collaborare perchè possono essere complementari». I settori individuati per una cooperazione ancora più stretta tra Italia e Polonia sono l’aerospazio, gli armamenti, l’automotive, la cantieristica, la chimica e l’agroalimentare.

54321
(0 votes. Average 0 of 5)
Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *